Verifica IBAN

Inserisci l’IBAN con o senza spazi. Il verificatore controlla il codice paese, la lunghezza prevista per quel paese e le due cifre di controllo (modulo 97), e scompone il numero in CIN, ABI, CAB e conto. Nulla di ciò che scrivi lascia il tuo browser.

Come usare il verificatore IBAN

Incolla o scrivi l’IBAN completo. Gli spazi vengono eliminati e le minuscole convertite in maiuscole. Il verificatore esegue quattro controlli:

  1. Formato: due lettere del paese, due cifre di controllo, poi lettere o cifre.
  2. Paese: il codice paese è nel suo elenco, che comprende tutti i paesi dell’area SEPA, quelli del Golfo e alcuni altri.
  3. Lunghezza: l’IBAN ha il numero di caratteri previsto per quel paese, 27 per l’Italia.
  4. Cifre di controllo: il numero supera il controllo modulo 97 definito dalla norma ISO 13616.

Se tutto è corretto, mostra l’IBAN in gruppi di quattro caratteri, pronto da copiare, e lo scompone nelle sue parti.

Com’è fatto un IBAN italiano

Un IBAN italiano ha sempre 27 caratteri. Per esempio, IT60 X054 2811 1010 0000 0123 456:

Parte Caratteri Nell’esempio
Codice paese 2 IT
Cifre di controllo 2 60
CIN 1 X
ABI 5 05428
CAB 5 11101
Numero di conto 12 000000123456

Il CIN è una lettera di controllo interna al vecchio sistema bancario italiano. L’ABI identifica la banca: 03069 è Intesa Sanpaolo, 02008 UniCredit e 07601 Poste Italiane per il BancoPosta, per citarne alcune. Il CAB identifica la filiale, e il numero di conto è completato con zeri a sinistra fino a 12 caratteri.

Come funzionano le cifre di controllo

Il calcolo modulo 97 è uguale in tutti i paesi:

  1. Si spostano i primi quattro caratteri, paese e cifre di controllo, in fondo al numero.
  2. Ogni lettera viene sostituita da un numero: A vale 10, B vale 11 e così via fino a Z che vale 35.
  3. Il numero, molto lungo, viene diviso per 97.
  4. Se il resto è 1, l’IBAN è corretto.

Questo metodo individua tutti gli errori su un singolo carattere e quasi tutti gli scambi tra due caratteri vicini, che sono gli errori più comuni quando si ricopia un numero a mano.

Gli errori più comuni

  • Confondere la lettera O con lo zero o la I con l’uno. In un IBAN italiano dopo le cifre di controllo c’è una sola lettera, il CIN; nel resto, conto compreso, ci sono di solito solo cifre, salvo rari casi.
  • Saltare un gruppo di quattro copiando da un PDF, così l’IBAN resta con 23 caratteri invece di 27.
  • Dimenticare uno degli zeri iniziali del numero di conto.
  • Incollare punti o trattini. Gli spazi vengono rimossi, ma altri caratteri fanno fallire il controllo del formato.

Se il verificatore segnala cifre di controllo sbagliate, torna al documento originale. Non provare a correggere il numero cambiando cifre finché non passa, perché potresti arrivare all’IBAN valido di qualcun altro.

Cosa dimostra il controllo e cosa no

Un IBAN che supera il controllo è costruito correttamente. Non dimostra che:

  • il conto esista o sia ancora attivo,
  • appartenga alla persona o all’azienda che te l’ha dato,
  • la banca accetti bonifici su quel conto.

Se l’IBAN è corretto ma il conto non esiste, il bonifico di solito torna indietro in pochi giorni. Il rischio vero è un altro: un IBAN corretto ed esistente che non appartiene a chi credi.

La truffa del cambio IBAN

Una truffa molto diffusa consiste nel fingersi un fornitore, un proprietario di casa o perfino il proprio datore di lavoro e chiedere via e-mail di pagare d’ora in poi su un nuovo conto. L’IBAN di solito è valido, perché è un conto vero controllato dai truffatori.

Per proteggerti:

  • Diffida di ogni cambio di coordinate bancarie arrivato via e-mail o messaggio, anche da un indirizzo che sembra noto.
  • Conferma il cambio per telefono, chiamando un numero che già conosci, non quello indicato nel messaggio.
  • Guarda il paese e la banca del nuovo IBAN. Se un fornitore di sempre passa all’improvviso a un conto all’estero, è un campanello d’allarme.
  • Fai prima un piccolo bonifico di prova, poi quello grande, soprattutto con un beneficiario nuovo.

Da ottobre 2025 le banche dell’area euro devono offrire nei bonifici la verifica del beneficiario, che confronta il nome inserito con il titolare effettivo del conto prima dell’invio. Presta attenzione agli avvisi e non ignorarli per fretta.

IBAN di altri paesi

Il verificatore conosce la lunghezza dell’IBAN di tutti i paesi SEPA e di diversi altri. Alcuni esempi:

Paese Lunghezza
San Marino 27
Svizzera 21
Germania 22
Francia 27
Spagna 24
Austria 20
Lituania 20

I bonifici in euro nell’area SEPA richiedono solo l’IBAN, senza BIC. Per bonifici fuori dall’area SEPA o in altre valute, la banca può chiedere anche il codice BIC o SWIFT della banca del beneficiario.

Le regole europee vietano la “discriminazione dell’IBAN”: un’azienda, un datore di lavoro o un ente non può rifiutare un IBAN di un altro paese SEPA per bonifici o addebiti diretti in euro. Molti conti online hanno IBAN stranieri, per esempio lituani o irlandesi, e devono essere accettati anche per l’accredito dello stipendio o della pensione.

Addebiti diretti SEPA

Se la tua azienda incassa con addebito diretto, servono l’IBAN del cliente e un mandato SEPA firmato. Un IBAN sbagliato fa tornare indietro l’addebito, con costi e ritardi. Verificare l’IBAN quando registri il cliente evita gran parte degli insoluti. Come debitore, puoi chiedere il rimborso di un addebito autorizzato entro otto settimane e, se non era autorizzato, entro tredici mesi.

Bonifici istantanei

I bonifici istantanei arrivano in pochi secondi, a qualsiasi ora, e dal 2025 le banche dell’area euro non possono farli pagare più di un bonifico ordinario. La velocità ha un rovescio: se l’IBAN è sbagliato, i soldi partono prima che tu te ne accorga. Verifica l’IBAN prima di salvarlo tra i beneficiari e leggi bene il nome mostrato dalla verifica del beneficiario.

Anche per i moduli ufficiali, come l’accredito di rimborsi fiscali, pensioni o bonus, verifica l’IBAN prima di inviarlo: un errore può ritardare il pagamento di settimane.

Cambiare conto e IBAN

Quando cambi banca, cambia anche il tuo IBAN. In Italia il trasferimento dei servizi di pagamento è gratuito e la nuova banca, su tua richiesta, si occupa di spostare bonifici periodici, addebiti diretti e saldo, e di comunicare il nuovo IBAN agli enti che ti accreditano stipendio o pensione. La procedura deve concludersi entro tempi stabiliti dalla legge. Nei primi mesi controlla comunque che tutti gli accrediti arrivino sul nuovo conto e che gli addebiti funzionino, e non chiudere il vecchio conto troppo presto, per non perdere pagamenti annuali come premi assicurativi o tasse.

Un’abitudine semplice evita la maggior parte degli errori di pagamento: verificare ogni nuovo IBAN, fare un piccolo bonifico di prova e solo dopo inviare somme importanti. Molti gestionali e molte banche permettono di farlo con pochi clic.

Strumenti collegati

Per verificare la partita IVA o il codice fiscale del titolare del conto, usa il verificatore di partita IVA e codice fiscale. Per l’importo della fattura, il calcolatore IVA, e per scriverlo su un contratto o un assegno, il convertitore di importi in lettere.

Privacy

Il controllo avviene nel tuo browser. Gli IBAN inseriti non vengono inviati al nostro server né salvati.

Domande frequenti

Quanti caratteri ha un IBAN italiano?

27: le lettere IT, due cifre di controllo, il CIN, l’ABI di cinque cifre, il CAB di cinque cifre e il numero di conto di dodici caratteri. Si scrive spesso in gruppi di quattro per leggerlo meglio.

Cosa sono ABI e CAB?

L’ABI è il codice della banca e il CAB quello della filiale. Si trovano subito dopo il CIN nell’IBAN. Il verificatore li mostra separati quando l’IBAN è corretto.

Un IBAN valido garantisce che il conto esista?

No. Il controllo conferma solo che il numero è costruito correttamente. Per sapere se il conto esiste e di chi è, serve la conferma del titolare o la verifica del beneficiario fatta dalla banca durante il bonifico.

Serve il BIC per un bonifico?

Non per i bonifici in euro nell’area SEPA, che comprende tutti i paesi dell’Unione europea e altri come Svizzera, Norvegia, Regno Unito e San Marino. Fuori dall’area SEPA o in altre valute la banca può chiederlo.

Cosa faccio se ho fatto un bonifico all’IBAN sbagliato?

Contatta subito la tua banca. Se il conto non esiste, i soldi tornano da soli. Se esiste, la banca chiede la restituzione alla banca del beneficiario, ma serve il consenso del titolare, quindi non sempre si recuperano. In caso di truffa, sporgi anche denuncia.

Il verificatore controlla anche il CIN?

Le cifre di controllo dell’IBAN proteggono già l’intero numero, compresi CIN, ABI, CAB e conto. Il CIN viene mostrato separatamente, ma il controllo principale è quello modulo 97.