Verifica partita IVA e codice fiscale

Scrivi o incolla una partita IVA (11 cifre) o un codice fiscale (16 caratteri). Il verificatore riconosce il tipo dal formato, ricalcola la cifra di controllo della partita IVA e la lettera di controllo del codice fiscale, e decodifica i dati che contengono. Nulla di ciò che scrivi lascia il tuo browser.

Come usare il verificatore

Incolla il numero nella casella. Spazi, punti e trattini vengono rimossi e le minuscole diventano maiuscole. Il verificatore riconosce il tipo dalla lunghezza:

  • 11 cifre: partita IVA.
  • 16 caratteri: codice fiscale di una persona fisica.

Per ciascun tipo mostra i controlli superati o falliti e, quando possibile, le informazioni che il numero contiene: l’ufficio provinciale per la partita IVA, data di nascita, sesso e codice del comune per il codice fiscale.

La partita IVA

La partita IVA identifica chi esercita un’attività d’impresa, artistica o professionale. È composta da 11 cifre:

  • le prime sette sono il numero di matricola del contribuente,
  • le tre successive indicano l’ufficio provinciale che l’ha attribuita, per esempio 015 per Milano,
  • l’ultima è una cifra di controllo.

La cifra di controllo si calcola con un algoritmo simile a quello di Luhn: si sommano le cifre in posizione dispari, si raddoppiano quelle in posizione pari sottraendo 9 se il risultato supera 9, e la cifra finale è quella che porta il totale a un multiplo di 10. Il verificatore rifà il calcolo e, se non torna, indica la cifra attesa.

Per le società, il codice fiscale coincide con la partita IVA, cioè 11 cifre. L’ufficio provinciale indica dove è stata aperta la partita IVA, non necessariamente dove l’impresa opera oggi.

Il codice fiscale delle persone fisiche

Il codice fiscale di una persona ha 16 caratteri, costruiti a partire dai suoi dati anagrafici:

Posizioni Contenuto
1-3 Consonanti del cognome
4-6 Consonanti del nome
7-8 Ultime due cifre dell’anno di nascita
9 Lettera del mese di nascita
10-11 Giorno di nascita, più 40 per le donne
12-15 Codice del comune o dello stato estero di nascita
16 Carattere di controllo

Le lettere dei mesi sono A per gennaio, B febbraio, C marzo, D aprile, E maggio, H giugno, L luglio, M agosto, P settembre, R ottobre, S novembre e T dicembre. Per le donne il giorno di nascita è aumentato di 40, quindi una donna nata il 10 ha “50” nelle posizioni 10 e 11. Il codice del comune inizia con una lettera e tre cifre; per chi è nato all’estero, inizia con Z seguito dal codice dello stato.

Il carattere di controllo si calcola dai primi quindici caratteri con una tabella di valori diversa per le posizioni pari e dispari. Il verificatore lo ricalcola e ti dice se è corretto.

L’omocodia

Quando due persone avrebbero lo stesso codice fiscale, l’Agenzia delle Entrate modifica uno dei due sostituendo alcune cifre con lettere, a partire da destra: 0 diventa L, 1 diventa M, 2 diventa N e così via fino a 9 che diventa V. Il verificatore riconosce questi codici omocodici, e quando decodifica anno e giorno di nascita converte di nuovo le lettere in cifre.

Dove trovare il codice fiscale

Il codice fiscale di una persona è riportato sulla tessera sanitaria, che vale anche come tesserino del codice fiscale, e sulla carta d’identità elettronica. Si trova anche in busta paga, nella Certificazione Unica e nella dichiarazione dei redditi. Per gli stranieri che non hanno ancora un codice definitivo, l’Agenzia delle Entrate può attribuire un codice provvisorio numerico di 11 cifre, che questo strumento tratta come una partita IVA, perché ha lo stesso formato e lo stesso tipo di cifra di controllo.

Il codice fiscale delle società ed enti si trova sulle fatture, sulla visura camerale e spesso nel piè di pagina del sito internet dell’impresa, insieme alla partita IVA.

La partita IVA nelle operazioni con l’estero

Per operare con imprese di altri paesi dell’Unione, la partita IVA italiana va usata con il prefisso IT, per esempio IT00743110157, e deve essere iscritta nell’archivio VIES. L’iscrizione si chiede all’Agenzia delle Entrate e non è automatica per tutte le partite IVA. Se un cliente estero ti comunica che il tuo numero non risulta in VIES, è probabile che manchi questa iscrizione. Prima di emettere una fattura non imponibile a un cliente europeo, controlla sempre il suo numero in VIES e conserva la prova della verifica.

Cosa dimostra il controllo e cosa no

Un numero che supera i controlli è costruito correttamente. Non dimostra che:

  • la partita IVA sia attiva o non sia stata chiusa,
  • appartenga all’impresa indicata in fattura,
  • il codice fiscale corrisponda a una persona realmente esistente, o a quella che ti ha dato il codice.

Per verificare una partita IVA, l’Agenzia delle Entrate offre un servizio gratuito online che indica se è attiva, cessata o inesistente. Per le operazioni con l’estero, il sistema VIES della Commissione europea conferma se la partita IVA è abilitata alle operazioni intracomunitarie. Per le imprese, una visura camerale dal Registro delle imprese riporta denominazione, sede e stato dell’impresa.

Perché verificare

  • Fatture elettroniche: partita IVA e codice fiscale del cliente sono dati obbligatori. Un errore fa scartare la fattura dal Sistema di Interscambio o la fa arrivare al soggetto sbagliato.
  • Detrazione dell’IVA: una fattura con dati errati del fornitore può creare problemi nei controlli.
  • Certificazioni e dichiarazioni: nella Certificazione Unica e nel 770, un codice fiscale sbagliato di un dipendente o di un professionista genera scarti e sanzioni.
  • Contratti e pagamenti: il codice fiscale è richiesto per contratti di locazione, utenze, iscrizioni e molte pratiche, e un errore blocca la pratica.
  • Detrazioni personali: per molte spese detraibili, come quelle sanitarie, il codice fiscale sullo scontrino deve essere corretto perché la spesa finisca nel 730 precompilato.

Errori frequenti

  • Confondere la O con lo zero o la I con l’uno nel codice fiscale.
  • Dimenticare l’omocodia e “correggere” una lettera che invece è giusta.
  • Usare la partita IVA dove serve il codice fiscale di una persona, o viceversa per una ditta individuale, che ha sia la partita IVA sia il codice fiscale personale del titolare.
  • Togliere lo zero iniziale di una partita IVA in un foglio di calcolo, che la riduce a 10 cifre.
  • Copiare la partita IVA di una società capogruppo invece di quella della controllata.

Archivi clienti e fornitori in ordine

Se gestisci un archivio di clienti o fornitori, verifica partite IVA e codici fiscali quando inserisci l’anagrafica e, per i fornitori attivi, almeno una volta all’anno, perché le partite IVA possono essere chiuse. Nei fogli di calcolo formatta le colonne come testo, così gli zeri iniziali non spariscono. Annota la data dell’ultima verifica, utile in caso di controlli fiscali o di contestazioni con il fornitore.

Un controllo veloce al momento dell’inserimento evita fatture scartate dallo SDI, certificazioni da correggere e solleciti inutili, proprio nei periodi dell’anno in cui il tempo manca di più.

Strumenti collegati

Per verificare l’IBAN dello stesso fornitore, usa il verificatore IBAN. Per l’importo di una fattura con IVA, il calcolatore IVA, e per scrivere il totale in lettere, il convertitore di importi in lettere.

Privacy

I controlli avvengono nel tuo browser. Partite IVA e codici fiscali inseriti non vengono inviati al nostro server né salvati, quindi puoi usarlo anche con dati di clienti e dipendenti.

Domande frequenti

Come verifico se una partita IVA è valida?

Questo strumento controlla che le 11 cifre e la cifra di controllo siano corrette. Per sapere se la partita IVA è attiva, usa il servizio di verifica gratuito dell’Agenzia delle Entrate, e per le operazioni con l’estero il sistema VIES.

Cosa indicano le cifre della partita IVA?

Le prime sette sono il numero di matricola, le tre successive l’ufficio provinciale che l’ha attribuita e l’ultima è la cifra di controllo. Per esempio, 015 indica Milano.

Si può risalire alla data di nascita dal codice fiscale?

Sì, in parte: il codice contiene le ultime due cifre dell’anno, il mese e il giorno di nascita, oltre al sesso e al comune di nascita. Il secolo non è indicato, quindi l’anno va interpretato.

Che cos’è un codice fiscale omocodico?

È un codice modificato per evitare che due persone abbiano lo stesso codice. Alcune cifre vengono sostituite da lettere secondo una tabella fissa. È un codice valido a tutti gli effetti, e il verificatore lo riconosce.

Codice fiscale e partita IVA sono la stessa cosa?

Per le società sì: il codice fiscale coincide con la partita IVA, di 11 cifre. Per le persone fisiche no: il codice fiscale ha 16 caratteri, e chi apre una ditta individuale o è un professionista ha in più una partita IVA di 11 cifre.

Funziona con numeri IVA di altri paesi?

No, controlla solo i formati italiani. Per un numero di partita IVA di un altro paese dell’Unione europea usa il sistema VIES della Commissione europea, che verifica anche che sia attivo.