Importo in lettere

Scrivi l’importo. Il convertitore lo scrive in lettere nello stile di un assegno («milleduecentocinquanta euro e cinquanta centesimi») o come numero scritto senza valuta. Copialo com’è o in maiuscolo.

Come usare il convertitore

  1. Scrivi l’importo in cifre. Puoi usare la virgola o il punto per i decimali, con al massimo due cifre di centesimi.
  2. Scegli il formato. Lo stile assegno aggiunge “euro” e i centesimi, come si scrive su assegni, contratti e ricevute. Il formato solo numero dà le parole senza valuta, utile se il documento ha già la valuta stampata o se ti serve un’altra quantità.
  3. Copia il risultato in minuscolo o in maiuscolo.

Il testo si aggiorna mentre scrivi, così puoi confrontarlo con le cifre prima di scriverlo a mano.

Esempi

Cifre In lettere
1 € un euro
21 € ventuno euro
23 € ventitré euro
101 € centouno euro
950 € novecentocinquanta euro
1.250,50 € milleduecentocinquanta euro e cinquanta centesimi
2.000 € duemila euro
18.500 € diciottomilacinquecento euro
185.000 € centottantacinquemila euro
1.000.000 € un milione di euro
2.500.000 € due milioni cinquecentomila euro

Le regole che applica

Il convertitore segue le regole della scrittura dei numeri in italiano:

  • I numeri fino a 999.999 si scrivono in una sola parola, anche se diventano lunghi: centottantacinquemila.
  • Le decine perdono la vocale finale davanti a “uno” e “otto”: ventuno, trentotto, centottanta.
  • “Tre” in fine di numero composto prende l’accento: ventitré, centotré.
  • “Mille” diventa “mila” al plurale: mille, duemila, diecimila.
  • Milione e miliardo sono nomi: si scrivono staccati, hanno il plurale e richiedono “di” davanti alla valuta quando il numero è tondo, come in un milione di euro. Se seguono altre cifre, il “di” scompare: due milioni cinquecentomila euro.
  • “Un” e non “uno” davanti a euro: un euro, ma ventuno euro.
  • I centesimi si aggiungono con “e”: cento euro e cinquanta centesimi.

Euro è invariabile in italiano: si scrive un euro, due euro, mille euro, mai “euri”.

Perché conta l’importo in lettere

Per l’assegno, la legge stabilisce che, se l’importo scritto in lettere e quello in cifre non coincidono, vale quello in lettere. Nella pratica molte banche rifiutano un assegno con importi discordanti, il che ritarda il pagamento e può causare un mancato incasso con le relative conseguenze.

L’importo in lettere protegge anche dalle alterazioni. Aggiungere una cifra nella casella numerica è facile; modificare un importo scritto a parole, iniziato a filo del bordo e chiuso con una linea, molto meno.

Come compilare un assegno

  • Scrivi l’importo in lettere partendo dall’inizio della riga, senza lasciare spazi.
  • Per i centesimi è diffusa la forma con la barra: “milleduecentocinquanta/50”. È accettata dalle banche ed è più compatta. In alternativa scrivi “e cinquanta centesimi”.
  • Traccia una linea dalla fine del testo fino al termine della riga.
  • Nella casella delle cifre scrivi l’importo vicino al simbolo dell’euro, con i centesimi.
  • Indica il beneficiario, la data e il luogo, e firma come nello specimen depositato in banca.
  • Per importi pari o superiori a 1.000 €, l’assegno deve riportare il nome del beneficiario e la clausola di non trasferibilità, prevista dalle norme antiriciclaggio. I moduli rilasciati dalle banche la riportano già stampata.

Se sbagli, non correggere: annulla l’assegno scrivendo “annullato” in modo visibile e compilane un altro.

Dove serve ancora

L’assegno è sempre meno usato, ma l’importo in lettere resta richiesto o consigliato in molti documenti:

  • contratti preliminari di compravendita, per il prezzo e la caparra,
  • contratti di locazione, per il canone e il deposito cauzionale,
  • ricevute di pagamento e quietanze,
  • scritture private di prestito tra privati,
  • donazioni e accordi familiari,
  • alcuni moduli della pubblica amministrazione e degli enti.

Nei contratti si scrive di solito l’importo in cifre seguito da quello in lettere tra parentesi: “il prezzo è di 185.000 € (centottantacinquemila euro)”.

Esempio: un contratto di locazione

Per un appartamento con un canone di 950 € al mese, un deposito cauzionale di tre mensilità e una durata di quattro anni più quattro:

  • Canone mensile: 950 € (novecentocinquanta euro).
  • Deposito cauzionale: 2.850 € (duemilaottocentocinquanta euro).
  • Canone annuo: 11.400 € (undicimilaquattrocento euro).

Ogni importo deve coincidere esattamente in cifre e in lettere. Se uno non torna, si apre la porta a contestazioni su quale valga. Verifica ogni cifra con il convertitore prima di stampare e firmare, e ricorda che il contratto va registrato all’Agenzia delle Entrate.

Esempio: un preliminare di compravendita

In un preliminare per una casa da 185.000 € con una caparra confirmatoria di 18.500 €, si scriverà “185.000 € (centottantacinquemila euro)” e “18.500 € (diciottomilacinquecento euro)”. La caparra ha conseguenze importanti se l’affare salta: chi si ritira perde la caparra o la deve restituire raddoppiata, quindi il suo importo non deve lasciare dubbi.

Una ricevuta fatta bene

Una ricevuta conferma che hai ricevuto del denaro. Per essere utile in caso di contestazioni dovrebbe contenere:

  • l’importo in cifre e in lettere,
  • il nome di chi paga e di chi riceve,
  • il motivo del pagamento, per esempio “saldo del prezzo dell’auto targata …” o “restituzione del deposito cauzionale”,
  • luogo e data,
  • la firma di chi riceve.

Per i pagamenti in contanti ricorda il limite previsto dalla normativa antiriciclaggio, oltre il quale il trasferimento tra privati deve avvenire con mezzi tracciabili come bonifico o assegno non trasferibile. Il limite è cambiato più volte negli ultimi anni: verifica quello in vigore.

Prestiti tra privati

Se presti denaro a un amico o a un familiare, mettilo per iscritto con una scrittura privata che riporti l’importo in cifre e in lettere, l’eventuale tasso o la dicitura “infruttifero”, le modalità di restituzione e le firme di entrambi. È utile anche per dimostrare all’Agenzia delle Entrate che il trasferimento è un prestito e non una donazione. Fai passare il denaro con un bonifico, indicando nella causale il riferimento al contratto.

Numeri grandi

Cifre In lettere
1.000.000 un milione
1.000.000.000 un miliardo
1.000.000.000.000 mille miliardi

Il “billion” inglese corrisponde al miliardo italiano, non al bilione. Nelle traduzioni è un errore frequente che moltiplica un importo per mille. Il convertitore usa sempre la scala italiana.

Concordanza con altri nomi

Il convertitore scrive “euro”, che è maschile e invariabile. Se ti serve il numero per altro, usa il formato solo numero e fai attenzione al genere: “uno” diventa “una” davanti a un nome femminile, come in “ventuna pagine” o “trentuna persone”, mentre “un” resta davanti ai maschili. Per altre valute, come il franco svizzero o il dollaro, sostituisci semplicemente “euro” con la valuta e “centesimi” con “centesimi” o “cent” secondo l’uso.

Errori frequenti

  • Scrivere “ventiuno” o “ventiotto” invece di ventuno e ventotto.
  • Dimenticare l’accento in ventitré o metterlo su “tre” da solo.
  • Scrivere “duemille” invece di duemila.
  • Scrivere “un milione euro” senza “di”.
  • Scrivere “uno euro” invece di un euro.
  • Dimenticare i centesimi quando l’importo li ha.

Maiuscolo o minuscolo

I numeri in lettere si scrivono di norma in minuscolo. Su assegni e documenti commerciali molti preferiscono il maiuscolo, più leggibile e più difficile da alterare. Entrambe le forme sono valide e il convertitore le offre tutte e due. Evita solo di mescolare gli stili nello stesso documento.

Strumenti collegati

Per calcolare il totale di una fattura con IVA prima di scriverlo in lettere, usa il calcolatore IVA. Per verificare l’IBAN del beneficiario di un bonifico, il verificatore IBAN. Per la partita IVA o il codice fiscale di un fornitore, il verificatore di partita IVA e codice fiscale.

La conversione avviene nel tuo browser. Gli importi che scrivi non vengono salvati né inviati.

Domande frequenti

Si scrive ventuno euro o ventun euro?

Entrambe le forme sono accettate, ma ventuno euro è la più comune negli importi. Davanti a un nome maschile si usa anche la forma tronca, come “ventun anni”. Il convertitore scrive ventuno euro.

Come si scrivono i centesimi su un assegno?

La forma più diffusa è con la barra dopo l’importo in lettere, per esempio “centoventi/50”. In alternativa si scrive “centoventi euro e cinquanta centesimi”. Entrambe sono accettate dalle banche.

Si scrive tutto attaccato?

Sì, fino a 999.999: centottantacinquemilaquattrocentododici è una sola parola. Milione e miliardo invece si staccano: due milioni trecentomila.

Cosa vale se cifre e lettere non coincidono?

Sull’assegno vale l’importo in lettere. Molte banche però rifiutano l’assegno per evitare contestazioni, quindi conviene annullarlo e compilarne uno nuovo.

Ventitré si scrive con l’accento?

Sì. Tre prende l’accento quando chiude un numero composto: ventitré, trentatré, centotré. Da solo, tre non ha accento.

Fino a che cifra funziona il convertitore?

Fino a quindici cifre prima della virgola, cioè fino alle centinaia di migliaia di miliardi. In italiano un miliardo è mille milioni e corrisponde al “billion” inglese, mentre il bilione italiano vale mille miliardi.